giovedì 27 giugno 2013

Il quadro delle stagioni, primavera

Delle trasformazioni che avvengono in primavera abbiamo visto la trasformazione del bruco in farfalla: grazie alla "storia del bruco Tommaso" abbiamo scoperto questa bellissima metamorfosi e adesso i bruchi ci fanno un po' meno schifo :)

Abbiamo visto anche la trasformazione della rana... a me sinceramente non era venuta in mente: durante una passeggiata siamo capitate vicino ad un ruscello e sentendo il verso delle rane, una bimba incuriosita ne vide una e mi chiese :"Dov'è il cucciolo della ranocchia?"; da qui abbiamo fatto anche il ciclo di crescita della rana...






 La creazione, poi, dei fiori è stata presa con entusiasmo da entrambe le bambine: lo sapevate che si possono fare i tulipani con i cartoni delle uova? Sia di plastica che di carta: un po' di tempere, una cannuccia o bastoncino di ferro per il gambo ed otterrete dei bellissimi tulipani!








Abbiamo anche visto i nidi degli uccellini, con delle storie che hanno come protagonisti sia delle rondini che dei gufi, abbiamo fatto i muffin con le fragole, durante le passeggiate abbiamo visto un sacco di api, lumache, uccellina e raccolto fiori e questo è il risultato alla fine della primavera:
 il quadro delle stagioni versione primavera!!

giovedì 20 giugno 2013

Il quadro delle stagioni

Quest'anno, a partire dalla primavera, ho iniziato un percorso per comprendere i cambiamenti naturali che avvengono nel susseguirsi delle stagioni: i cicli di piante e animali e le caratteristiche peculiari di ogni stagione..
Per fare questo ho ideato un cartellone su cui attaccare, man mano che venivano visti, gli elementi caratteristici delle varie stagioni.
Per il momento utilizziamo il nastro adesivo per incollare le varie cose.... 

mercoledì 12 giugno 2013

Giochi con la crema, relax e scoperta

Capita spesso che le bambine siano irrequiete, magari dopo una settimana piena o magari per un litigio. Anche i bambini hanno bisogno di rilassarsi, di farsi una coccola...
Il gioco con la crema è un valido alleato!!!
 Accendiamo la musica, stendiamo un asciugamano, faccio togliere calzini, pantaloni e ultimamente anche la maglietta, prendiamo i pennelli ed iniziamo a spennellarci a vicenda.
Le prime volte le osservavo, per capire la loro reazione rispetto a questa cosa nuova, adesso hanno coinvolto anche me....
Il fatto di spalmare la crema, oltre a rilassare, manda al nostro cervello una grande varietà di sensazioni nuove: i nostri poveri piedi, per esempio, sempre chiusi in scarpe e calzini, finalmente possono godere di un pochi di stimoli!!! Impariamo a conoscere anche queste 5 piccole dita, scopriamo il solletico passando il pennello, sentiamo la crema prima fredda e poi calda man mano che ci massaggiamo...  Vediamo la nostra pelle che cambia colore e impariamo anche a sporcarci... perchè no?
E' un gioco di scoperta di sè molto tranquillo, che procede lentamente a seconda di dove si parte con la crema, del tempo che si dedica ad imbrattare e massaggiare quella parte di noi che altrimenti rimarrebbe semplicemente una delle tanti parti del nostro corpo che non siamo in grado di ascoltare e percepire affondo.

venerdì 7 giugno 2013

Il gioco libero, un grande inizio

Se si considerano tutte le sfaccettature che si celano dietro il gioco libero, questo non lo si definirebbe più semplicemente come un'attività di riempimento, quando non si sa cosa far fare al bambino. Forse rappresenta un' attività che richiede poco impegno in quanto il bambino è padrone assoluto dello spazio circostante ma noi abbiamo la possibilità di osservare questa sua capacità.
A me capita spesso di dire alle bimbe :"Cosa facciamo oggi?" "Con cosa giochiamo?" ma non perchè quel giorno non ho voglia di fare attività programmate ma perchè è giusto che abbiano il loro spazio ed imparino a gestirlo e siano libere di esprimersi. 
Io le osservo, mentre giocano liberamente, e scopro tante cose che mi sfuggono in altre situazioni. 
Io ho scoperto che una delle bimbe stava iniziando a fare il gioco simbolico... e sinceramente non me lo aspettavo per la sua età: se non mi fossi fermata ad osservarla giocare non lo avrei saputo e probabilmente l'avrei annoiata a morte con altre attività.
Dovremmo farlo più spesso: fermarci a guardare i bambini che giocano, nel loro essere se stessi, soprattutto per renderci conto di quale percorso intraprendere, per capire se il lavoro che abbiamo fatto fino al quel momento era adatto, per personalizzare il percorso di crescita rispettandone l'indole.