Dai 3 anni ci sono due grandi cambiamenti:
- i temi del gioco simbolico non dipendono più dall’esperienza diretta, diventano temi di fantasia,
- la partecipazione sociale è ben definita con ruoli che definiscono un aspetto peculiare del gioco.
Il gioco simbolico si differenzia da quello di fantasia o sociodrammatico: nei contenuti (situazioni di fantasia), nella partecipazione sociale e nella presenza di regole, nella pianificazione esplicita e condivisa delle azioni di gioco prima che vengano eseguite che indica la consapevolezza dei bambini di collocarsi in un mondo immaginario.
Il gioco di fantasia
-vengono interpretati ruoli immaginari
- “drammatico” perchè sono riconoscibili azioni, personaggi, trame
- “socio” per la natura collettiva del gioco e la presenza di ruoli socialmente codificati
- trasformazioni volontarie dello spazio, tempo, ruoli, oggetti; dichiarate o segnalate dalla mimica, cambio di voce, esagerazione dei gesti, canonicità delle azioni
- i bambini sono consapevolmente coinvolti, evidenziano l’essere dentro o fuori
- è sotto il controllo di un piano mentale: non determinato dalla situazione, dalle risorse disponibili ecc
Il gioco di fantasia è una situazione didattica informale in cui i bambini consolidano le loro conoscenze sociali mettendo in pratica ciò che sanno circa ai ruoli e comportamenti sociali
LE REGOLE DEL GIOCO DI FANTASIA: sono concordate, alcune sono di carattere generale e riguardano la partecipazione sociale e le procedure di gioco; altre sono specifiche e si applicano a particolari episodi di gioco.
METACOMUNICAZIONE E GIOCO DI FANTASIA: questo gioco richiede notevoli capacità metacomunicative: dare informazioni sulle interazioni in corso, sul significato da dare a ciò che si sta facendo e riguarda il modo in cui i giocatori comunicano che le loro azioni sono “per finta” e le cui conseguenze sono diverse da quelle che si verificherebbero nella vita reale.
I bambini hanno bisogno di comunicare affinchè il gioco funzioni.
COMPONENTI DEL GIOCO DI FANTASIA: gran parte dei discorsi dei bambini riguarda il “come” si gioca.
Garvey: la maggior parte dei giochi di fantasia rappresenta le conoscenze che il bambino sviluppa sul mondo sociale; studiando le componenti tipiche di questo gioco (ruoli, piani, oggetti, scenari) possiamo ricostruire le conoscenze dei bambini sul mondo reale.
Ruoli: - funzionali: definiti dal piano di azione di cui fanno parte e all’interno del quale assolvono specifiche funzioni
- familiari: organizzati a coppie, in accordo con il genere di appartenenza
- caratteristici: attività, occupazioni che i bambini conoscono meglio, agendo in modo congruente al ruolo o evocandolo
la scelta dei ruoli è legata al sesso e all’età; la loro desiderabilità fa si che ci sia negoziazione e comporta ruoli a termine, alternanza..
Piani: sequenza cordinata di azioni riguardanti uno specifico tema;
- ogni piano prevede un repertorio limitato di azioni, un inventario di ruoli (funzionali, famigliari, caratteristici) e oggetti;
- le fonti sono varie: storie di fantasia, personaggi televisivi, esperienze personali
Oggetti e scenari: influenzano le modalità di gioco, i ruoli e i piani adottati
- le esigenze possono condurre a trasformazioni simboliche di oggetti e luoghi: il bambino non dipende più dalle proprietà fisiche degli oggetti, è libero da vincoli e assegna al linguaggio una funzione preminente di condivisione della rappresentazione mentale per mantenere uno scenario coerente
I giochi con regole
Piaget: i giochi con regole devono soddisfare 2 criteri:
- è necessario che vi siano almeno due partecipanti in competizione tra loro
- il comportamento dei giocatori è regolato da un codice prestabilito e convenzionale, rappresenta l’essenza del gioco
è quindi un gioco di natura competitiva con un obiettivo da raggiungere e compare alla fine dell’età prescolare,
i ruoli sono definiti a priori, ogni modifica alla regola deve essere stabilita e accettata prima di iniziare il gioco;
possono essere insegnati e appresi, hanno nomi che li rendono riconoscibili,
fanno parte delle tradizioni, cambiano nel tempo e comportano sanzioni per chi viola le regole del gioco
Origine e sviluppo dei giochi con regole: Bruner -> i giochi sociali del primo anno sono caratterizzati dalla presenza di una regola di interazione, tra bambini le prime forme di gioco con regole sono di natura collaborativa, in età scolare la competizione diventa dominante, determinando la nuova natura dei giochi con regole.