Le origini del gioco
Il gioco alle origini è considerato “assimilazione pura” un processo cognitivo attraverso il quale i dati dell'esperienza vengono inglobati entro schemi mentali già acquisiti. Il gioco inizia quando il comportamento del bambino è guidato dal piacere funzionale di esercitare abilità già acquisite. Il corpo è la prima fonte di stimolazione: il neonato ha da subito un rapporto attivo con il mondo esterno, accoglie, cerca le stimolazioni organizzandole in unità sempre più complesse e articolate.
All'inizio il gioco è puro esercizio di schemi messi in atto per il “piacere funzionale connesso a questo esercizio”, tra il 2° e 3° mese c'è un diverso interesse nei confronti del corpo, iniziano i comportamenti ludici, vi è una forma di coinvolgimento attivo, attesa dell'effetto, segnali di piacere come le “stereotipie ritmiche” movimenti ripetuti in modo regolare (scompaiono verso i 12 mesi). La voce come fonte di gioco: piacere nell'emettere suoni variandoli.
Le interazioni ludiche faccia a faccia
2° mese: cambiamento riguardo le abilità sociali del bambino:
- sostiene lo sguardo,
- sorride e vocalizza in risposta alle stimolazioni,
- attenzione prolungata,
- aumento del controllo motorio
- scambi vocali → protodialoghi
- interazioni faccia a faccia presentano una struttura temporale regolare e ripetitiva
- rispetto delle sequenze temporali regola dell'alternanza dei turni, c'è quindi una creazione di aspettative, la possibilità di verificarle; è importante ricordare che la variabilità mantiene attivo l'interesse e l'impegno cognitivo
5°- 6° mese: gli oggetti entrano a far parte dell'interazione adulto-bambino
Il gioco sociale nel primo anno di vita
I giochi sociali coinvolgono due persone e sono caratterizzati da una struttura convenzionale tipica:
- presenza di una regola
- ripetizione delle azioni
Il ruolo del bambino passa da spettatore a protagonista:
- comprende le iniziative autonome
- anticipa gli eventi riconoscendoli attraverso la posizione nella sequenza
Le origini del gioco tra bambini
Nel primo anno di vita i bambini sono aperti al contatto sociale con un coetaneo: interesse reciproco, interazione attraverso oggetti e imitazione reciproca.
Verso il secondo anno invece i bambini rispondono alle iniziative del compagno con azioni diverse ma coerenti; turni e ruoli interdipendenti.
I giochi sociali pongono il problema della necessità di condividere significati: il gioco sociale di finzione è la dimostrazione della capacità dei bambini di costruire insieme situazioni immaginarie.
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