Il gioco simbolico ha luogo quando il bambino mette in atto comportamenti di simulazione, differenziati dai comportamenti ”per finta”.
E' un gioco tipico del secondo e terzo anno in cui il bambino opera un’azione trasformativa sulla realtà, può immaginare sè stesso come fosse un altro, può agire sulla realtà fisica e sociale in modo creativo e libero da vincoli oggettivi.
L’evoluzione del gioco simbolico
Nei primi atti di finzione il bambino ha un ruolo attivo, i partner passivo per poi aumentare la capacità di operare trasformazioni simboliche, diminuendo la necessità di oggetti realistici, organizzando le azioni in sequenze coerenti.
La variabilità individuale è molto alta, influscono anche i fattori ambientali.
Da un livello di gioco all’altro sono necessari 3 passaggi cognitivi:
- processo di decentramento: estensione delle azioni per finta da sè stessi ad altri immaginari (b. agisce come fosse un’altra persona)
- processo di decontestualizzazione: le azioni sono repliche di quelle della vita reale ma si verificano in contesti diversi, in assenza dei risultati associati e senza un bisogno motivante all’origine.
- processo di integrazione: riferire la stessa azione a partner diversi in successione, coordinare i diversi atti collegandoli in una sequenza temporale e causale coerente
SCHEMI PRESIMBOLICI: fine del primo anno,
-sequenze ripetute per il piacere inaspettato che procurano, ripetute come rituali
- comparsa di schemi di azione che rispecchiano la natura sociale e convenzionale degli oggetti che vengono astratti dal contesto ordinario per rievocarli simbolicamente
- gli oggetti vengono utilizzati in modo appropriato ma fuori dal contesto normale (conoscenza funzionale dell’oggetto nella realtà)
SCHEMI AUTOSIMBOLICI: consapevolezza della differenziazione mentale tra letterale e per finta manifestata esagerando
- l’azione, sorridendo o tramite espressioni facciali;
- il repertorio riguarda le routine
- sono azioni rivolte a lui stesso senza includere partecipanti
GIOCO SIMBOLICO DECENTRATO: persone destinatarie diventano attori e protagonisti insieme al bambino
- il bambino mette in atto una singola azione alla volta (con combina azioni simboliche diverse e non anima personaggi immaginari)
GIOCO SIMBOLICO COMBINATORIO: connette le azioni e le rende coerenti
- utilizza oggetti inanimati come compagni effettivi di gioco (questo richiede livelli più complessi di astrazione e simbolizzazione)
- i partner immaginari hanno ruolo passivo
- il linguaggio denomina gli oggetti
GIOCO SIMBOLICO GERARCHICO: fine del secondo anno
- l’attività di finzione è regolata da un processo mentale, le azioni sono organizzate in sequenze coerenti, logiche e plausibili: a volte il piano mentale viene esplicitato, altre volte è agito
- riproduzione di diverse routine: forma precoce di rappresentazione mentale e rievocazione delle esperienze
- stratagemma del cambiamento di voce per animare: marca il passaggio di scena e i diversi ruoli assunti
- trasformazione simbolica degli oggetti: ridefinizione mentale della natura dell’oggetto (precede l’azione ludico trasformativa della realtà)
Gioco simbolico condiviso: è di carattere sociale, le azioni per finta sono poste all’interno di un copione condiviso, i ruoli sono complementari, le trame sono oggetto di negoziazione, i bambini sono in grado di sostenere sequenze di gioco lunghe e complesse. Episodica partecipazione degli adulti: il gioco simbolico diventa gioco sociodrammatico con i coetanei (verso i 4 anni)
Gioco simbolico e sviluppo del linguaggio: complessità del gioco legata alla produttività linguistica: capacità di pianificare gerarchicamente corrisponde alle combinazioni delle parole. Poi il linguaggio si sviluppa più rapidamente del gioco simbolico
Gioco simbolico e differenze individuali: il gioco simbolico contribuisce allo sviluppo socio-cognitivo, costruzione del senso del sè. è palestra nella quale esercitare e mettere alla prova abilità di pensiero e competenze sociali
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