giovedì 23 maggio 2013

il gioco simbolico


Il gioco simbolico ha luogo quando il bambino mette in atto comportamenti di simulazione, differenziati dai comportamenti ”per finta”.
E' un gioco tipico del secondo e terzo anno in cui il bambino opera un’azione trasformativa sulla realtà, può immaginare sè stesso come fosse un altro, può agire sulla realtà fisica e sociale in modo creativo e libero da vincoli oggettivi.

L’evoluzione del gioco simbolico
Nei primi atti di finzione il bambino ha un ruolo attivo, i partner passivo per poi aumentare la capacità di operare trasformazioni simboliche, diminuendo la necessità di oggetti realistici, organizzando le azioni in sequenze coerenti.
La variabilità individuale è molto alta, influscono anche i fattori ambientali.
Da un livello di gioco all’altro sono necessari 3 passaggi cognitivi:
- processo di decentramento: estensione delle azioni per finta da sè stessi ad altri immaginari (b. agisce come fosse un’altra persona)
- processo di decontestualizzazione: le azioni sono repliche di quelle della vita reale ma si verificano in contesti diversi, in assenza dei risultati associati e senza un bisogno motivante all’origine.
- processo di integrazione: riferire la stessa azione a partner diversi in successione, coordinare i diversi atti collegandoli in una sequenza temporale e causale coerente

SCHEMI PRESIMBOLICI: fine del primo anno,
-sequenze ripetute per il piacere inaspettato che procurano, ripetute come rituali
- comparsa di schemi di azione che rispecchiano la natura sociale e convenzionale degli oggetti che vengono astratti dal contesto ordinario per rievocarli simbolicamente
- gli oggetti vengono  utilizzati in modo appropriato ma fuori dal contesto normale (conoscenza funzionale dell’oggetto nella realtà)

SCHEMI AUTOSIMBOLICI:  consapevolezza della differenziazione mentale tra letterale e per finta manifestata esagerando
- l’azione, sorridendo o tramite espressioni facciali;
- il repertorio riguarda le routine
- sono azioni rivolte a lui stesso senza includere partecipanti

GIOCO SIMBOLICO DECENTRATO: persone destinatarie diventano attori e protagonisti insieme al bambino
- il bambino mette in atto una singola azione alla volta (con combina azioni simboliche diverse e non anima personaggi immaginari)

GIOCO SIMBOLICO COMBINATORIO: connette le azioni e le rende coerenti
- utilizza oggetti inanimati come compagni effettivi di gioco (questo richiede livelli più complessi di astrazione e simbolizzazione)
- i partner immaginari hanno ruolo passivo
- il linguaggio denomina gli oggetti

GIOCO SIMBOLICO GERARCHICO: fine del secondo anno
- l’attività di finzione è regolata da un processo mentale, le azioni sono organizzate in sequenze coerenti, logiche e plausibili: a volte il piano mentale viene esplicitato, altre volte è agito
- riproduzione di diverse routine: forma precoce di rappresentazione mentale e rievocazione delle esperienze
- stratagemma del cambiamento di voce per animare: marca il passaggio di scena e i diversi ruoli assunti
- trasformazione simbolica degli oggetti: ridefinizione mentale della natura dell’oggetto (precede l’azione ludico trasformativa della realtà)

Gioco simbolico condiviso: è di carattere sociale, le azioni per finta sono poste all’interno di un copione condiviso, i ruoli sono complementari, le trame sono oggetto di negoziazione, i bambini sono in grado di sostenere sequenze di gioco lunghe e complesse. Episodica partecipazione degli adulti: il gioco simbolico diventa gioco sociodrammatico con i coetanei (verso i 4 anni)

Gioco simbolico e sviluppo del linguaggio: complessità del gioco legata alla produttività linguistica: capacità di pianificare gerarchicamente corrisponde alle combinazioni delle parole. Poi il linguaggio si sviluppa più rapidamente del gioco simbolico

Gioco simbolico e differenze individuali: il gioco simbolico contribuisce allo sviluppo socio-cognitivo, costruzione del senso del sè. è palestra nella quale esercitare e mettere alla prova abilità di pensiero e competenze sociali

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