venerdì 17 maggio 2013

Dall'esplorazione al gioco

Al già accennato piacere dell’esercizio delle proprie capacità, per il bambino si aggiunge il piacere di “essere causa”, volontà del bambino di dimostrare a sè stesso il proprio potere di sottomettere la realtà. Questo gioco ha inizio solo quando si è esaurito l’effetto della novità e il bambino ha acquisito famigliarità con gli oggetti

Esplorazione e gioco servono ad acquisire informazioni sull’oggetto e rappresentano la relazione del bambino con il mondo
esterno: l’esplorazione dà informazioni sulle proprietà degli oggetti ed il gioco dà informazioni su cosa si può fare con essi
Secondo Hutt l’esplorazione consiste in un’attività seria, determinata dallo stimolo e dall’organizzazione cognitiva; il gioco è motivato
dagli stati soggettivi, è più flessibile e piacevole

Linee di sviluppo dell’attività esplorativa
L’esplorazione indifferenziata diventa mirata e orientata: prima il bambino manipola gli oggetti uno alla volta, poi li combina per trovare le relazioni che li collegano: si formano aspettative e mostrano soddisfazione quando vengono soddisfatte; il bambino si rende conto di poter influenzare la realtà esterna con le proprie azioni.
Tra il 2° e 3° mese compaiono la presa dell’oggetto bimanuale, esplorazione sistematica riguardante le caratteristiche dell’oggetto, la coordinazione occhio-mano e abilità di prendere le cose e portarle alla bocca e estensione dell’azione a tutto ciò che lo circonda.
Dopo i 6 mesi il bambino inizia l'esplorazione delle differenze, la manipolazione selettiva in funzione delle proprietà delle cose.

Fattori che influenzano il comportamento esploratorio:
- novità e complessità dello stimolo 
- qualità e quantità dei materiali 
- caratteristiche dell’ambiente 
- differenze individuali
- continuità, estensione e durata del gioco sono collegate alle capacità di soluzione dei problemi.

Dall’esplorazione al gioco con gli oggetti
Verso la fine del primo anno l’attenzione del bambino si sposta dall’oggetto singolo alle relazioni tra le cose e i loro possibili collegamenti: gioco combinatorio con gli oggetti in cui il bambino fa esperienza delle proprietà di forma e dimensione degli oggetti.
In questo periodo il bambino fa un vero e proprio salto di qualità compiendo attività di ripetizione, organizzazioni prelogiche del pensiero, raggruppamenti degli oggetti per somiglianza, distinzione in base alle dimensioni e alla forma, corrispondenze uno a uno e prime forme di distribuzione

Il cestino dei tesori è un'attività perfetta per questo periodo di vita: rivolto a bambini in grado di stare seduti autonomamente (6-7 mesi) ha lo scopo di fornire una varietà di oggetti di uso comune pensati per stimolare tatto, vista, olfatto, udito, gusto e motricità e contrastare la tendenza a proporre oggetti strutturati. Il cestino dei tesori è composto da oggetti di uso comune, diversi per peso, consistenza, grandezza, forma, sapore, suono, colore, forma, lunghezza, lucentezza. La cosa più importante ed interesante è che tramite un'attività apparente semplice come questa, potrete incoraggiare il bambino a prendere decisioni, scegliere, confrontare e mantenere un ruolo attivo

Gioco euristico: rivolto a bambini dal secondo anno che hanno acquisito capacità di muoversi; consiste nel dare una grande
varietà di oggetti (casalinghi o di recupero) e contenitori i spazi e tempi controllati. Questo crea una situazione motivante che
soddisfa il bisogno di novità e scoperta, tiene conto che l’attenzione del bambino è mirata alle combinazioni e relazioni tra gli
oggetti (mettere dentro, tirare fuori, selezionare, classificare, ordinare in base ai contenitori). Non esiste giusto o sbagliato.
Il ruolo dell’adulto, come nel cestino dei tesori, è secondario; consiste nel facilitare il gioco predisponendo lo spazio e il tempo
necessari.


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