venerdì 3 maggio 2013

Teorie sul gioco

Dato che in questo spazio si parla sostanzialmente di giochi, vorrei condividere con voi alcuni dei miei appunti relativi ad un corso che ho frequentato: metodologie del gioco e dell'animazione.

In particolare, in questi giorni, volevo soffermarmi sulla parte teorica del gioco, quella che sta sotto e che non si dovrebbe mai perdere di vista quando giochiamo con i bambini.

Oggi vi riporto i miei appunti sulle principali teorie sul gioco, un piccolissimo riassunto altrimenti ci vorrebbero libri interi, in quanto a parer mio sono molo interessanti per favorire una riflessione sul modo di giocare che abbiamo con i bambini e sul gioco dei bambini in generale.

Secondo Piaget il gioco si colloca sul “processo di formazione del simbolo” (col gioco i bambini si confrontano con una realtà immaginaria che conserva una relazione con la realtà) la realtà viene trasformata in funzione alle proprie motivazioni interne.
il gioco quindi ha 2 funzioni: 
  • consolidare capacità già acquisite
  • rafforzare il sentimento di poter agire sulla realtà (no insuccessi, no vincoli con le proprietà degli oggetti).

Vygotskij sottolinea l'importanza di affetti, motivazioni e circostanze;
  • il gioco permette di affrontare la tensione tra desideri: rappresenta la risposta ai bisogni non soddisfatti;
  • le cose perdono il loro potere vincolante, pensiero separato dagli oggetti, l'azione nasce dalle idee
  • il gioco apre una zona di “sviluppo prossimale”!!!!!
  • nel gioco prendono importanza le regole

Winnicot condusse uno studio sugli oggetti transizionali che permettono di affrontare l'ansia che emerge dal bisogno di conciliare il mondo interno con i vincoli della realtà esterna, gioco come esercizio di controllo sul reale

Mead considera il gioco come una delle condizioni sociali al cui interno emerge il Sè: processi di assunzione di ruolo, immaginare se stessi come altri, assunzione di prospettiva, vedere le cose dal punto di vista del personaggio di cui si è assunto il ruolo.

Bateson: gioco come palestra di abilità metacomunicative

Bruner sottolinea il rapporto tra gioco e strategie di soluzione dei problemi;

  • attività stutturate = grado maggiore di complessità cognitiva, motivazione all'esercizio di strategie di soluzione dei problemi
  • attività non strutturate = richiedono abilità sociali più indicate al fine di rafforzare la competenza sociale

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