martedì 3 settembre 2013

il quadro delle stagioni - estate

Eccoci non ancora alla fine dell'estate ma con le serate che iniziano ad accorciarsi e le sere più fredde abbiamo deciso che il nostro quadro delle stagioni era completato... ormai ci prepariamo alle scoperte autunnali :)
Questa estate è stata all'insegna degli assaggi: abbiamo fatto macedonie di anguria e melone e mangiato ogni frutto che mettevamo nel nostro quadro (il prossimo anno affronteremo le verdure). Abbiamo anche visto il tipico fiore estivo, il girasole e lo abbiamo riprodotto, siamo andate a raccogliere le spighe di grano e visto crescere le piante del granoturco, ed ora che ci sono già le pannocchie le bimbe si sono divertite molto a fare delle bamboline e riscoprire il piacere di giocare con cose semplici, ma la cosa che è piaciuta di più è stato sbucciare le pannocchie e scoprire che piano piano i ciuffi sparivano per lasciare spazio ai chicchi ancora immaturi ma divertenti da schiacciare.
Non ci resta che spogliare il nostro quadro e prepararci ad addobbarlo per l'autunno

lunedì 26 agosto 2013

Pluto, l'amico del rifiuto

Eccomi tornata dopo il sempre troppo breve periodo di vacanza...
Dopo i giochi con l'acqua, le bolle, il mare ho deciso di dedicare un piccolo spazio nelle attività della bimba più grande (5 anni e 4 mesi) per parlare della raccolta differenziata, dell'importanza di questa piccola azione sull'ambiente ecc.
Ho quindi creato la nostra "guida" un personaggio che ci avrebbe accompagnate durante questo seppur purtroppo breve, percorso: un draghetto, Pluto, e la sua (inventata) storia che ora vi riassumo.
 Brevemente, questo draghetto viene da un posto lontano, lontanissimo, e siccome a lui piace tanto viaggiare, un giorno capita sulla Terra, ma si ammala perchè i gas di scarico delle auto lo fanno respirare male, diventa triste perchè vede che i bambini sono chiusi in casa davanti alla tv al posto di correre fuori e soprattutto continua ad inciampare sui rifiuti che tutti gettano a terra al posto di usare il cestino!  Insomma, Pluto decide di fare qualcosa.... e da quel giorno gira per le case di tutti i bambini per insegnare una cosa bellissima: la raccolta differenziata!!
Dopo aver creato Pluto ho disegnato nei cartoncini delle immagini dei classici rifiuti, che Pluto avrebbe poi insegnato a dividere nei vari sacchetti, spiegandoci perchè vanno messi lì e soprattutto dove sarebbero andati dopo!!

mercoledì 7 agosto 2013

i piccoli: grandi costruttori

Le costruzioni sono da sempre considerati giochi per bambini più grandicelli ma non è sempre così. E' vero infatti che i giochi con le costruzioni sono assai utili anche per bambini più piccoli, tanto che verso i 12 mesi i bambini riescono a mettere fino a 3 pezzi uno sopra l'altro in equilibrio. Questo tipo di attività nasconde infinite potenzialità: dalla coordinazione occhio-mano, alla capacità di incastrare, sovrapporre e mettere in relazione gli oggetti e l'immancabile sviluppo della creatività. 
La nonna delle bimbe con cui lavoro ci ha gentilmente procurato dei mattoncini di legno colorati che sono stati subito molto apprezzati sia dalla più grande che si è cimentata nella costruzione di un paese intero
sia dalla più piccola che con 3 mattoncini di forma e dimensione diversi ha costruito delle piccole torri con molto successo, nonostante la grandezza ridotta dei mattoncini.

venerdì 26 luglio 2013

bolle mille bolle

Viste le calde giornate che ci stanno accompagnando, e dato che da tempo facciamo giochi di acqua come travasi, 
bagni nel terrazzo con secchi e baccinelle, ecc, ho pensato di variare...
Abbiamo fatto un bagno di bolle!!!!
Siamo partite dal lavandino pieno d'acqua, ho aggiunto del sapone e con la cannuccia abbiamo soffiato, soffiato, soffiato fino a riempire di bolle il lavandino! A quel punto ho invitato le bambine a toccare le bolle, sentire com'erano, perchè scoppiavano, di cosa erano fatte, capire la cause e l'effetto. Poi ho lasciato che fossero loro a sperimentare... e si sono ricoperte il corpo di bolle, facendomi notare come fosse simile alla crema ma “sporcasse” di meno, le bolle erano più fresche e facevano il solletico quando scoppiavano, si poteva farle volare e tantissime altre cose.
Un consiglio: fatelo fuori e non nel lavandino di casa ;)

domenica 21 luglio 2013

un pezzo di mare....

Dato che alle bambine piace molto il mare, questa settimana ce ne siamo costruite un 
pezzettino tutto per noi... 
All'interno dell'attività ho inserito: 
- attività di manipolazione del sale grosso e delle conchiglie, 
- attività di travaso
- pittura 
- lettura di alcune storie sul mare e i suoi abitanti. 
Materiali: scatola delle scarpe
sale grosso (molto)
colori a tempera (giallo e varie tonalità di azzurro)
pennarelli
vari contenitori per il gioco dei travasi
filo da pesca trasparente
colla vinavil
filo da cucito verde
conchiglie

Tutto è iniziato con una storia inventata che parlava dei vari animali che vivono sott'acqua e di come loro trascorrono le giornate di vacanze a giocare, più o meno come fanno i bambini :)
Dopo aver disegnato e presentato tutti li abbiamo colorati e poi gli abbiamo fatto una casa dove stare.
 

venerdì 12 luglio 2013

Pongo che passione

Chi di voi, da piccole, non amava giocare con il pongo?
Io mi diverto ancora adesso, lo trovo piacevole e rilassante.
Le bambine con cui lavoro mi chiedono spesso di giocarci, anche più volte alla settimana, a volte anche due volte al giorno.
Deve essere quel senso di onnipotenza che deriva dal poter creare, distruggere e ricreare che dà a materiali come il pongo, la creta, la pasta di sale ecc.. quell'interesse sfrenato, e non solo da parte dei bambini.
Avete mai pensato a quante abilità vengono messe in campo in attività come queste?
Bisogna avere parecchia coordinazione occhio-mano per esempio, dare la giusta pressione per stendere il pongo e fare gli stampini: se è troppo fino si rischia di rompere tutto!
Stampini a parte, è un'attività molto creativa e fantasiosa... Se ci pensate si potrebbe creare di tutto, noi abbiamo costruito una città intera con tanto di piscine! 


Poi creiamo delle storie costruendo i personaggi e muovendoli.
Il pongo è utile anche per sfogarsi: meglio ridurre a pezzetti un mattoncino di pongo piuttosto che qualcos'altro...



martedì 2 luglio 2013

chiodini a volontà

Eccomi a parlare di un altro gioco super scontato ma molto utile anche con bambini sotto i 3 anni: i chiodini!
Ovviamente sotto una certa età vanno utilizzati con cautela, quando conosciamo abbastanza i bambini da sapere che non mettono più in bocca gli oggetti e comunque dobbiamo fare attenzione ed essere sempre attente e presenti quando proponiamo questo gioco. 

Ad ogni modo sono rimasta impressionata da come una delle bimbe che tengo, a circa 16 mesi, ripetesse continuamente la stessa operazione: infilava un chiodino, girava la tavoletta, spingeva fuori il chiodino con il dito e lo cercava a terra una volta girata la tavoletta... penso che abbia ripetuto questa operazione ininterrottamente per più di 15 minuti: potrebbe essere la ricerca di un nesso causa-effetto? A volte il chiodino rimaneva infilato nella tavoletta e a volte cadeva... 


I chiodini potrebbero essere utili anche per questo motivo oltre a tutto il mondo di manipolazione, coordinazione occhio-mano, capacità di organizzare lo spazio e di capire a quale distanza il chiodino si infila senza sovrapporsi agli altri e via dicendo. 


Con la bambina più grande invece (circa 4 anni e 3 mesi) il lavoro è visibilmente diverso: la ricerca di un equilibrio, forme simmetriche, un ordine decisamente differente e probabilmente anche la ricerca di una certa estetica

giovedì 27 giugno 2013

Il quadro delle stagioni, primavera

Delle trasformazioni che avvengono in primavera abbiamo visto la trasformazione del bruco in farfalla: grazie alla "storia del bruco Tommaso" abbiamo scoperto questa bellissima metamorfosi e adesso i bruchi ci fanno un po' meno schifo :)

Abbiamo visto anche la trasformazione della rana... a me sinceramente non era venuta in mente: durante una passeggiata siamo capitate vicino ad un ruscello e sentendo il verso delle rane, una bimba incuriosita ne vide una e mi chiese :"Dov'è il cucciolo della ranocchia?"; da qui abbiamo fatto anche il ciclo di crescita della rana...






 La creazione, poi, dei fiori è stata presa con entusiasmo da entrambe le bambine: lo sapevate che si possono fare i tulipani con i cartoni delle uova? Sia di plastica che di carta: un po' di tempere, una cannuccia o bastoncino di ferro per il gambo ed otterrete dei bellissimi tulipani!








Abbiamo anche visto i nidi degli uccellini, con delle storie che hanno come protagonisti sia delle rondini che dei gufi, abbiamo fatto i muffin con le fragole, durante le passeggiate abbiamo visto un sacco di api, lumache, uccellina e raccolto fiori e questo è il risultato alla fine della primavera:
 il quadro delle stagioni versione primavera!!

giovedì 20 giugno 2013

Il quadro delle stagioni

Quest'anno, a partire dalla primavera, ho iniziato un percorso per comprendere i cambiamenti naturali che avvengono nel susseguirsi delle stagioni: i cicli di piante e animali e le caratteristiche peculiari di ogni stagione..
Per fare questo ho ideato un cartellone su cui attaccare, man mano che venivano visti, gli elementi caratteristici delle varie stagioni.
Per il momento utilizziamo il nastro adesivo per incollare le varie cose.... 

mercoledì 12 giugno 2013

Giochi con la crema, relax e scoperta

Capita spesso che le bambine siano irrequiete, magari dopo una settimana piena o magari per un litigio. Anche i bambini hanno bisogno di rilassarsi, di farsi una coccola...
Il gioco con la crema è un valido alleato!!!
 Accendiamo la musica, stendiamo un asciugamano, faccio togliere calzini, pantaloni e ultimamente anche la maglietta, prendiamo i pennelli ed iniziamo a spennellarci a vicenda.
Le prime volte le osservavo, per capire la loro reazione rispetto a questa cosa nuova, adesso hanno coinvolto anche me....
Il fatto di spalmare la crema, oltre a rilassare, manda al nostro cervello una grande varietà di sensazioni nuove: i nostri poveri piedi, per esempio, sempre chiusi in scarpe e calzini, finalmente possono godere di un pochi di stimoli!!! Impariamo a conoscere anche queste 5 piccole dita, scopriamo il solletico passando il pennello, sentiamo la crema prima fredda e poi calda man mano che ci massaggiamo...  Vediamo la nostra pelle che cambia colore e impariamo anche a sporcarci... perchè no?
E' un gioco di scoperta di sè molto tranquillo, che procede lentamente a seconda di dove si parte con la crema, del tempo che si dedica ad imbrattare e massaggiare quella parte di noi che altrimenti rimarrebbe semplicemente una delle tanti parti del nostro corpo che non siamo in grado di ascoltare e percepire affondo.

venerdì 7 giugno 2013

Il gioco libero, un grande inizio

Se si considerano tutte le sfaccettature che si celano dietro il gioco libero, questo non lo si definirebbe più semplicemente come un'attività di riempimento, quando non si sa cosa far fare al bambino. Forse rappresenta un' attività che richiede poco impegno in quanto il bambino è padrone assoluto dello spazio circostante ma noi abbiamo la possibilità di osservare questa sua capacità.
A me capita spesso di dire alle bimbe :"Cosa facciamo oggi?" "Con cosa giochiamo?" ma non perchè quel giorno non ho voglia di fare attività programmate ma perchè è giusto che abbiano il loro spazio ed imparino a gestirlo e siano libere di esprimersi. 
Io le osservo, mentre giocano liberamente, e scopro tante cose che mi sfuggono in altre situazioni. 
Io ho scoperto che una delle bimbe stava iniziando a fare il gioco simbolico... e sinceramente non me lo aspettavo per la sua età: se non mi fossi fermata ad osservarla giocare non lo avrei saputo e probabilmente l'avrei annoiata a morte con altre attività.
Dovremmo farlo più spesso: fermarci a guardare i bambini che giocano, nel loro essere se stessi, soprattutto per renderci conto di quale percorso intraprendere, per capire se il lavoro che abbiamo fatto fino al quel momento era adatto, per personalizzare il percorso di crescita rispettandone l'indole.


lunedì 27 maggio 2013

dai giochi di fantasia ai giochi con regole


Dai 3 anni ci sono due grandi cambiamenti:
- i temi del gioco simbolico non dipendono più dall’esperienza diretta, diventano temi di fantasia,
- la partecipazione sociale è ben definita con ruoli che definiscono un aspetto peculiare del gioco.

Il gioco simbolico si differenzia da quello di fantasia o sociodrammatico: nei contenuti (situazioni di fantasia), nella partecipazione sociale e nella presenza di regole, nella pianificazione esplicita e condivisa delle azioni di gioco prima che vengano eseguite che indica la consapevolezza dei bambini di collocarsi in un mondo immaginario.

Il gioco di fantasia
-vengono interpretati ruoli immaginari
- “drammatico” perchè sono riconoscibili azioni, personaggi, trame
- “socio” per la natura collettiva del gioco e la presenza di ruoli socialmente codificati
- trasformazioni volontarie dello spazio, tempo, ruoli, oggetti; dichiarate o segnalate dalla mimica, cambio di voce, esagerazione dei gesti, canonicità delle azioni
- i bambini sono consapevolmente coinvolti, evidenziano l’essere dentro o fuori
- è sotto il controllo di un piano mentale: non determinato dalla situazione, dalle risorse disponibili ecc
Il gioco di fantasia è una situazione didattica informale in cui i bambini consolidano le loro conoscenze sociali mettendo in pratica ciò che sanno circa ai ruoli e comportamenti sociali

LE REGOLE DEL GIOCO DI FANTASIA: sono concordate, alcune sono di carattere generale e riguardano la partecipazione sociale e le procedure di gioco; altre sono specifiche e si applicano a particolari episodi di gioco.

METACOMUNICAZIONE E GIOCO DI FANTASIA: questo gioco richiede notevoli capacità metacomunicative: dare informazioni sulle interazioni in corso, sul significato da dare a ciò che si sta facendo e riguarda il modo in cui i giocatori comunicano che le loro azioni sono “per finta” e le cui conseguenze sono diverse da quelle che si verificherebbero nella vita reale.
I bambini hanno bisogno di comunicare affinchè il gioco funzioni.

COMPONENTI DEL GIOCO DI FANTASIA: gran parte dei discorsi dei bambini riguarda il “come” si gioca.
Garvey: la maggior parte dei giochi di fantasia rappresenta le conoscenze che il bambino sviluppa sul mondo sociale; studiando le componenti tipiche di questo gioco (ruoli, piani, oggetti, scenari) possiamo ricostruire le conoscenze dei bambini sul mondo reale.
Ruoli: - funzionali: definiti dal piano di azione di cui fanno parte e all’interno del quale assolvono specifiche funzioni
       - familiari: organizzati a coppie, in accordo con il genere di appartenenza
       - caratteristici: attività, occupazioni che i bambini conoscono meglio, agendo in modo congruente al ruolo o evocandolo
la scelta dei ruoli è legata al sesso e all’età; la loro desiderabilità fa si che ci sia negoziazione e comporta ruoli a termine, alternanza..
Piani: sequenza cordinata di azioni riguardanti uno specifico tema;
- ogni piano prevede un repertorio limitato di azioni, un inventario di ruoli (funzionali, famigliari, caratteristici) e oggetti;
- le fonti sono varie: storie di fantasia, personaggi televisivi, esperienze personali
Oggetti e scenari: influenzano le modalità di gioco, i ruoli e i piani adottati
- le esigenze possono condurre a trasformazioni simboliche di oggetti e luoghi: il bambino non dipende più dalle proprietà fisiche degli oggetti, è libero da vincoli  e assegna al linguaggio una funzione preminente di condivisione della rappresentazione mentale per mantenere uno scenario coerente

I giochi con regole
Piaget: i giochi con regole devono soddisfare 2 criteri:
- è necessario che vi siano almeno due partecipanti in competizione tra loro
- il comportamento dei giocatori è regolato da un codice prestabilito e convenzionale, rappresenta l’essenza del gioco
è quindi un gioco di natura competitiva con un obiettivo da raggiungere e compare alla fine dell’età prescolare,
i ruoli sono definiti a priori, ogni modifica alla regola deve essere stabilita e accettata prima di iniziare il gioco;
possono essere insegnati e appresi, hanno nomi che li rendono riconoscibili,
fanno parte delle tradizioni, cambiano nel tempo e comportano sanzioni per chi viola le regole del gioco

Origine e sviluppo dei giochi con regole: Bruner -> i giochi sociali del primo anno sono caratterizzati dalla presenza di una regola di interazione, tra bambini le prime forme di gioco con regole sono di natura collaborativa, in età scolare la competizione diventa dominante, determinando la nuova natura dei giochi con regole.

giovedì 23 maggio 2013

il gioco simbolico


Il gioco simbolico ha luogo quando il bambino mette in atto comportamenti di simulazione, differenziati dai comportamenti ”per finta”.
E' un gioco tipico del secondo e terzo anno in cui il bambino opera un’azione trasformativa sulla realtà, può immaginare sè stesso come fosse un altro, può agire sulla realtà fisica e sociale in modo creativo e libero da vincoli oggettivi.

L’evoluzione del gioco simbolico
Nei primi atti di finzione il bambino ha un ruolo attivo, i partner passivo per poi aumentare la capacità di operare trasformazioni simboliche, diminuendo la necessità di oggetti realistici, organizzando le azioni in sequenze coerenti.
La variabilità individuale è molto alta, influscono anche i fattori ambientali.
Da un livello di gioco all’altro sono necessari 3 passaggi cognitivi:
- processo di decentramento: estensione delle azioni per finta da sè stessi ad altri immaginari (b. agisce come fosse un’altra persona)
- processo di decontestualizzazione: le azioni sono repliche di quelle della vita reale ma si verificano in contesti diversi, in assenza dei risultati associati e senza un bisogno motivante all’origine.
- processo di integrazione: riferire la stessa azione a partner diversi in successione, coordinare i diversi atti collegandoli in una sequenza temporale e causale coerente

SCHEMI PRESIMBOLICI: fine del primo anno,
-sequenze ripetute per il piacere inaspettato che procurano, ripetute come rituali
- comparsa di schemi di azione che rispecchiano la natura sociale e convenzionale degli oggetti che vengono astratti dal contesto ordinario per rievocarli simbolicamente
- gli oggetti vengono  utilizzati in modo appropriato ma fuori dal contesto normale (conoscenza funzionale dell’oggetto nella realtà)

SCHEMI AUTOSIMBOLICI:  consapevolezza della differenziazione mentale tra letterale e per finta manifestata esagerando
- l’azione, sorridendo o tramite espressioni facciali;
- il repertorio riguarda le routine
- sono azioni rivolte a lui stesso senza includere partecipanti

GIOCO SIMBOLICO DECENTRATO: persone destinatarie diventano attori e protagonisti insieme al bambino
- il bambino mette in atto una singola azione alla volta (con combina azioni simboliche diverse e non anima personaggi immaginari)

GIOCO SIMBOLICO COMBINATORIO: connette le azioni e le rende coerenti
- utilizza oggetti inanimati come compagni effettivi di gioco (questo richiede livelli più complessi di astrazione e simbolizzazione)
- i partner immaginari hanno ruolo passivo
- il linguaggio denomina gli oggetti

GIOCO SIMBOLICO GERARCHICO: fine del secondo anno
- l’attività di finzione è regolata da un processo mentale, le azioni sono organizzate in sequenze coerenti, logiche e plausibili: a volte il piano mentale viene esplicitato, altre volte è agito
- riproduzione di diverse routine: forma precoce di rappresentazione mentale e rievocazione delle esperienze
- stratagemma del cambiamento di voce per animare: marca il passaggio di scena e i diversi ruoli assunti
- trasformazione simbolica degli oggetti: ridefinizione mentale della natura dell’oggetto (precede l’azione ludico trasformativa della realtà)

Gioco simbolico condiviso: è di carattere sociale, le azioni per finta sono poste all’interno di un copione condiviso, i ruoli sono complementari, le trame sono oggetto di negoziazione, i bambini sono in grado di sostenere sequenze di gioco lunghe e complesse. Episodica partecipazione degli adulti: il gioco simbolico diventa gioco sociodrammatico con i coetanei (verso i 4 anni)

Gioco simbolico e sviluppo del linguaggio: complessità del gioco legata alla produttività linguistica: capacità di pianificare gerarchicamente corrisponde alle combinazioni delle parole. Poi il linguaggio si sviluppa più rapidamente del gioco simbolico

Gioco simbolico e differenze individuali: il gioco simbolico contribuisce allo sviluppo socio-cognitivo, costruzione del senso del sè. è palestra nella quale esercitare e mettere alla prova abilità di pensiero e competenze sociali

venerdì 17 maggio 2013

Dall'esplorazione al gioco

Al già accennato piacere dell’esercizio delle proprie capacità, per il bambino si aggiunge il piacere di “essere causa”, volontà del bambino di dimostrare a sè stesso il proprio potere di sottomettere la realtà. Questo gioco ha inizio solo quando si è esaurito l’effetto della novità e il bambino ha acquisito famigliarità con gli oggetti

Esplorazione e gioco servono ad acquisire informazioni sull’oggetto e rappresentano la relazione del bambino con il mondo
esterno: l’esplorazione dà informazioni sulle proprietà degli oggetti ed il gioco dà informazioni su cosa si può fare con essi
Secondo Hutt l’esplorazione consiste in un’attività seria, determinata dallo stimolo e dall’organizzazione cognitiva; il gioco è motivato
dagli stati soggettivi, è più flessibile e piacevole

Linee di sviluppo dell’attività esplorativa
L’esplorazione indifferenziata diventa mirata e orientata: prima il bambino manipola gli oggetti uno alla volta, poi li combina per trovare le relazioni che li collegano: si formano aspettative e mostrano soddisfazione quando vengono soddisfatte; il bambino si rende conto di poter influenzare la realtà esterna con le proprie azioni.
Tra il 2° e 3° mese compaiono la presa dell’oggetto bimanuale, esplorazione sistematica riguardante le caratteristiche dell’oggetto, la coordinazione occhio-mano e abilità di prendere le cose e portarle alla bocca e estensione dell’azione a tutto ciò che lo circonda.
Dopo i 6 mesi il bambino inizia l'esplorazione delle differenze, la manipolazione selettiva in funzione delle proprietà delle cose.

Fattori che influenzano il comportamento esploratorio:
- novità e complessità dello stimolo 
- qualità e quantità dei materiali 
- caratteristiche dell’ambiente 
- differenze individuali
- continuità, estensione e durata del gioco sono collegate alle capacità di soluzione dei problemi.

Dall’esplorazione al gioco con gli oggetti
Verso la fine del primo anno l’attenzione del bambino si sposta dall’oggetto singolo alle relazioni tra le cose e i loro possibili collegamenti: gioco combinatorio con gli oggetti in cui il bambino fa esperienza delle proprietà di forma e dimensione degli oggetti.
In questo periodo il bambino fa un vero e proprio salto di qualità compiendo attività di ripetizione, organizzazioni prelogiche del pensiero, raggruppamenti degli oggetti per somiglianza, distinzione in base alle dimensioni e alla forma, corrispondenze uno a uno e prime forme di distribuzione

Il cestino dei tesori è un'attività perfetta per questo periodo di vita: rivolto a bambini in grado di stare seduti autonomamente (6-7 mesi) ha lo scopo di fornire una varietà di oggetti di uso comune pensati per stimolare tatto, vista, olfatto, udito, gusto e motricità e contrastare la tendenza a proporre oggetti strutturati. Il cestino dei tesori è composto da oggetti di uso comune, diversi per peso, consistenza, grandezza, forma, sapore, suono, colore, forma, lunghezza, lucentezza. La cosa più importante ed interesante è che tramite un'attività apparente semplice come questa, potrete incoraggiare il bambino a prendere decisioni, scegliere, confrontare e mantenere un ruolo attivo

Gioco euristico: rivolto a bambini dal secondo anno che hanno acquisito capacità di muoversi; consiste nel dare una grande
varietà di oggetti (casalinghi o di recupero) e contenitori i spazi e tempi controllati. Questo crea una situazione motivante che
soddisfa il bisogno di novità e scoperta, tiene conto che l’attenzione del bambino è mirata alle combinazioni e relazioni tra gli
oggetti (mettere dentro, tirare fuori, selezionare, classificare, ordinare in base ai contenitori). Non esiste giusto o sbagliato.
Il ruolo dell’adulto, come nel cestino dei tesori, è secondario; consiste nel facilitare il gioco predisponendo lo spazio e il tempo
necessari.


martedì 7 maggio 2013

Il gioco nei primi 2 anni di vita


Le origini del gioco
Il gioco alle origini è considerato “assimilazione pura” un processo cognitivo attraverso il quale i dati dell'esperienza vengono inglobati entro schemi mentali già acquisiti. Il gioco inizia quando il comportamento del bambino è guidato dal piacere funzionale di esercitare abilità già acquisite. Il corpo è la prima fonte di stimolazione: il neonato ha da subito un rapporto attivo con il mondo esterno, accoglie, cerca le stimolazioni organizzandole in unità sempre più complesse e articolate.
All'inizio il gioco è puro esercizio di schemi messi in atto per il “piacere funzionale connesso a questo esercizio”, tra il 2° e 3° mese c'è un diverso interesse nei confronti del corpo, iniziano i comportamenti ludici, vi è una forma di coinvolgimento attivo, attesa dell'effetto, segnali di piacere come le “stereotipie ritmiche” movimenti ripetuti in modo regolare (scompaiono verso i 12 mesi). La voce come fonte di gioco: piacere nell'emettere suoni variandoli.

Le interazioni ludiche faccia a faccia
2° mese: cambiamento riguardo le abilità sociali del bambino:
  • sostiene lo sguardo,
  • sorride e vocalizza in risposta alle stimolazioni,
  • attenzione prolungata,
  • aumento del controllo motorio
  • scambi vocali → protodialoghi
  • interazioni faccia a faccia presentano una struttura temporale regolare e ripetitiva
  • rispetto delle sequenze temporali regola dell'alternanza dei turni, c'è quindi una creazione di aspettative, la possibilità di verificarle; è importante ricordare che la variabilità mantiene attivo l'interesse e l'impegno cognitivo
5°- 6° mese: gli oggetti entrano a far parte dell'interazione adulto-bambino

Il gioco sociale nel primo anno di vita
I giochi sociali coinvolgono due persone e sono caratterizzati da una struttura convenzionale tipica:
  • presenza di una regola
  • ripetizione delle azioni
Il ruolo del bambino passa da spettatore a protagonista:
  • comprende le iniziative autonome
  • anticipa gli eventi riconoscendoli attraverso la posizione nella sequenza

Le origini del gioco tra bambini
Nel primo anno di vita i bambini sono aperti al contatto sociale con un coetaneo: interesse reciproco, interazione attraverso oggetti e imitazione reciproca.
Verso il secondo anno invece i bambini rispondono alle iniziative del compagno con azioni diverse ma coerenti; turni e ruoli interdipendenti.
I giochi sociali pongono il problema della necessità di condividere significati: il gioco sociale di finzione è la dimostrazione della capacità dei bambini di costruire insieme situazioni immaginarie.